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La Galleria Gollini pubblica su internet una selezione delle opere uniche e multipli presenti in galleria oltre che a una scelta tra le cornici artigianali. Consigliamo di consultare il sito partendo dalla nostra pagina ARTISTI.

Documentario “Germano Sartelli – La forma delle cose, conversazioni”

Segnaliamo la proiezione di “Germano Sartelli – La forma delle cose, conversazioni” di Paolo Fiore Angelini all’interno della rassegna Doc in Tour. Documentari in Emilia Romagna il 7 maggio p.v. alle ore 18.30 presso il Cinema Centrale di Imola (via Emilia 212).

“Germano Sartelli – La forma delle cose, conversazioni”
Regia: Paolo Fiore Angelini
Paese: Italia 2015
Genere: Documentario
Durata: 77 minuti

Il farsi del lavoro dell'artista Germano Sartelli, nel corso del tempo, dall’immediato dopoguerra ai giorni nostri. Nel descriverne le tappe del percorso creativo, la critica più autorevole ha fatto spesso ricorso a nomi di primo piano dell’arte del ’900: Giacometti, Burri, Dubuffet, Pollock, Michaux. Nel panorama dell’arte italiana del ’900 Germano Sartelli è stato l'Artista “fuori dal coro”. La sua è una formazione “sul campo”, al tempo stesso classica e sperimentale, eppure da “bottega”, legata alla manualità, al contatto e all’interazione degli elementi naturali. Ha agito sempre sulla soglia, attraversando pittura e scultura, in nome di una necessità espressiva e sperimentale mai limitata al rigore formale. Nonostante una vita tenuta volontariamente a distanza dalla confusione della mondanità – affidata alla personale sensibilità, alla capacità intuitiva di reinterpretare e scomporre la materia – è stato indicato più volte quale precursore, artista in anticipo su movimenti e correnti. La macchina da presa guarda la sua opera, si avvicina quanto più possibile – per capire, per sentire - avvalendosi della sua voce, dei suoi racconti, delle sue indicazioni e anche dei suoi silenzi. Si pone in ascolto per scoprire cosa la materia nasconda e cosa possa svelare. Visita il suo territorio e i luoghi del suo agire. Germano Sartelli ha accolto l'indiscreto occhio della macchina da presa con la sua proverbiale gentilezza. Intorno a lui un coro di voci autorevoli, le stesse di chi da sempre lo ha frequentato: Andrea Emiliani, Maurizio Calvesi, Marisa Vescovo, Claudio Spadoni, Dario Trento. Il linguaggio dell’arte è anche voce della concezione del mondo: in Sartelli è l’agire lento, che segue il desiderio di conoscenza. Una regola che appare universale, non vincolabile ai limiti geografici. La scelta di Sartelli di costruire un mondo “a margine” è necessità, in costante contatto con una natura dialogante, capace di offrire l’intera gamma di strumenti del linguaggio espressivo.

Le Mutevoli Forme - Gian Ruggero Manzoni

Le Mutevoli Forme - Gian Ruggero Manzoni

LE MUTEVOLI FORME

Mostra Personale di Gian Ruggero Manzoni

Bottega Gollini, Galleria d’Arte Via Emilia, 43 Imola

Inaugurazione, Sabato 12 Marzo 2016 - ore 17.00

La Bottega Gollini, Galleria d’Arte, inaugura il 12 Marzo alle ore 17.00 “Le mutevoli forme”, una Personale dedicata alla recente opera pittorica di Gian Ruggero Manzoni, artista poliedrico di fama internazionale, noto anche come scrittore, poeta, critico d’arte e performer.

Con questa mostra la Galleria aderisce a un più ampio progetto espositivo di Gian Ruggero Manzoni, “STELLE, COSTELLAZIONI, GALASSIE, SEMI, MUTAZIONI”, che è stato realizzato per la prima volta al Museo di Arte Moderna di Pescara, ha toccato varie città Italiane e, attualmente, parallelamente alla mostra di Imola, coinvolge il Museo Municipale d’Arte di Oxford.

 

Per la prima volta in Emilia - Romagna, la mostra vede quarantotto opere recenti, a tecnica mista, scelte dal curatore Luigi Foschini il quale ha anche dato il titolo all’esposizione.

I lavori, tutti realizzati negli ultimi cinque anni, fanno parte di un’ulteriore fase di elaborazione della ricerca di Gian Ruggero Manzoni, un nuovo ciclo artistico: quello che lui stesso definisce una sorta di “ricerca delle origini” con molti elementi di novità.

Il filo conduttore delle opere in esposizione, a tecnica mista, è lo stretto rapporto con il mondo dell’infanzia, dalla letteratura alla simbologia, in una mutevolezza continua delle forme, tipica di quel periodo, che rappresenta una rivisitazione della nostra componente primigenia e ancestrale.

Nella dimensione spiccatamente visionaria dell’artista, sulle tele appaiono personaggi fantastici: figure circensi, marionette, volti di scimmia e di graziosi volatili, corpi umani con piedi di pesce e faccia da uccello, un vecchio teatro dei burattini… Esseri indefiniti che raccontano storie, racchiudendo in sé quella componente narrativa tanto cara all’artista.

La dimensione dell’infanzia come “piacere giocoso” emerge attraverso una contaminazione tra disegno e oggetti di recupero; l’artista inserisce nelle opere lettere dell’alfabeto, in una sorta di abbecedario, vecchio sussidiario delle scuole di un tempo, dove le figure intercalavano con le parole, in un fascino ritrovato, utilizza i timbri dei bambini, pezzi di scotch, materiali di recupero, poveri, su cui interviene con il segno e con il colore, nel tentativo di conferire all’opera un aspetto architettonicamente compiuto.

 

L’opera recente di Gian Ruggero Manzoni possiede una poesia intrinseca sia nella forma che nel colore, in una ritrovata armonia; si può notare un attenuarsi dei toni cromatici che in passato venivano utilizzati dall’artista in maniera più netta, in un contesto pittorico alleggerito nell’insieme.

Questa fase artistica, alla ricerca di un antico candore, trova corrispondenza con un periodo più sereno della vita di Gian Ruggero Manzoni, il quale trova ispirazione proprio dal rapporto felice con la figlia Maria Virgilia (ora ventenne) e dagli oggetti che ne hanno popolato l’infanzia.

 

Si osserva inoltre lo stile del graffitismo, il fumetto e un certo primitivismo che hanno da sempre contraddistinto l’opera di Gian Ruggero Manzoni, ma che in quest’ultima fase si affermano con maggiore decisione.

La mostra rimarrà aperta fino a fine Marzo 2016.

 

 

Gian Ruggero Manzoni - Percorso artistico

Gian Ruggero Manzoni è nato nel 1957 a S. Lorenzo di Lugo (Ra), dove tuttora risiede. È poeta, narratore, pittore, teorico d’arte, drammaturgo, performer.

Terminati gli studi liceali, nel 1975 si iscrive al DAMS di Bologna e si interessa di musica, cinema e dei linguaggi espressivi emergenti, in particolare del fenomeno definito da linguisti come Tullio De Mauro, “lo slang giovanile”. È del 1980 il suo primo libro, scritto in collaborazione con Emilio Dalmonte, titolato “Pesta duro e vai trànquilo/Dizionario del linguaggio giovanile” (Ed. Feltrinelli).

Nel 1981 si lega in amicizia col pittore Omar Galliani, assieme al quale inizia una proficua collaborazione che perdura tuttora. Nel 1983 incontra, a Londra, il graffitista Keith Haring poi entra nella redazione della rivista romana “Cervo Volante”, edita dall’artista Tommaso Cascella nonché diretta, in un primo tempo, da Adriano Spatola, quindi da Corrado Costa, poi da Edoardo Sanguineti insieme ad Achille Bonito Oliva.

Allaccia i primi contatti con gli artisti della “Transavanguardia”, in particolare con Enzo Cucchi e con Mimmo Paladino, poi con Nino Longobardi e coi galleristi Lucio Amelio di Napoli ed Emilio Mazzoli di Modena.

Risale, sempre ai primi anni ’80, il farsi conoscere anche tramite la pittura (che Manzoni definisce “niente più che un prolungamento visivo della sua scrittura”).

La sua formazione quale pittore è avvenuta in Italia, a fianco degli esponenti della “Transavanguardia”, in Germania, a Monaco di Baviera e a Berlino, negli ambienti del neoespressionismo e della neofigurazione tedeschi, in Inghilterra e USA vicino ai graffitisti e fumettisti della “Generazione X”.

Come teorico d’arte, pittore e poeta partecipa ai lavori della Biennale di Venezia negli anni 1984 e 1986, edizioni dirette da Maurizio Calvesi.

Ha al suo attivo oltre 50 pubblicazioni e 70 mostre pittoriche.

Ha pubblicato, tra le tante, con case editrici come Feltrinelli, Il Saggiatore, Scheiwiller, Sansoni, Stamperia dell’arancio, Diabasis, Moretti & Vitali, Skirà-Rizzoli, Matthes & Seitz Verlag (in Germania e per i Paesi di lingua Tedesca), Emede (in Argentina e per i Paesi di lingua Spagnola) e ha al suo attivo numerose personali collettive e di pittura tenutesi in Italia e all’estero (USA, Germania, Svizzera, Francia, Rep. Ceca, Grecia, Spagna, Argentina, Gran Bretagna).

Ha diretto la rivista di arte e letteratura ORIGINI e ora dirige la rivista di arte, letteratura e idee ALI.

www. gianruggeromanzoni.it

 

 

La Bottega Gollini: una storia di passione per l’arte

La Bottega Gollini viene fondata a Imola nel 1967 da Alberto Gollini, Imolese noto per aver favorito la diffusione di opere uniche e grafiche d’autore di alcuni tra i più importanti nomi del panorama artistico nazionale ed internazionale. Nel 2000 Luigi Foschini acquista la Bottega con l’impegno di portare avanti la stessa concezione dell’arte e il medesimo modo di operare, a favore della creazione di relazioni artistiche e culturali di rilievo, lontano da logiche esclusivamente commerciali. Luigi Foschini mantiene l’attività del laboratorio artigianale di produzione cornici, amplia le attività della Galleria d’Arte, mette in circolazione opere di importanti artisti e le avvicina ad un ampio pubblico.

Nel 2013 la Bottega Gollini si trasferisce presso la Via Emilia, di fronte al Teatro Ebe Stignani, cuore della vita culturale Imolese: il passaggio sancisce la volontà di apertura e partecipazione alle attività cittadine.

Nel 2014 inaugura una nuova stagione di eventi con la mostra 20x20 che riunisce le opere di molti artisti e una mostra dedicata a Ermes Ricci. Nel 2015 realizza la prima Mostra Personale del giovane artista emergente Giulio Maulini.


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