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Salvatore Fiume - Biografia

Le esperienze giovanili (1915-1949)

Salvatore Fiume nacque a Comiso, in Sicilia, nel 1915. A sedici anni, grazie al suo entusiasmo ed alla sua passione per l'arte, vinse una borsa di studio per frequentare il Regio Istituto d'Arte del Libro di Urbino, dove si imposessò delle tecniche di stampa, dall'incisione alla litografia. Terminò gli studi a ventun anni e si trasferì a Milano, dove entrò in contatto con intellettuali ed artisti della levatura di Salvatore Quasimodo, Dino Buzzati e Raffaele Carrieri. A ventitré anni, nel 1938, Fiume si trasferì ad Ivrea, dove divenne art director di una rivista culturale voluta e seguita da Adriano Olivetti, Tecnica e organizzazione; in questi anni realizzò la sua prima opera letteraria di successo, il romanzo Viva Gioconda!, pubblicata a Milano nel 1943 dall'editore Bianchi-Giovini. Volendo dedicarsi maggiormente alla pittura, sebbene l'ambiente letterario che frequentava fosse stimolante, nel 1946 lasciò Ivrea per stabilirsi in una filanda ottocentesca di Canzo, non lontano da Como, dove iniziò il suo intenso e poliedrico percorso di ricerca ed espressione pittorica, scultorea ed architettonica. Nello stesso anno, a Milano, venne presentata una serie di disegni a tempera e a china al critico d'arte Raffaele Carrieri ed al pittore e scrittore Alberto Savinio, fratello dell'ormai affermato pittore metafisico Giorgio De Chirico, che ne rimase entusiasta.


Le prime commissioni importanti (1949-1962)

La sua prima esposizione ufficiale, che comprendeva le opere Isole di statue e Città di statue e che gli permise di suscitare molto interesse presso la critica e di prendere contatti con istituzioni artistiche e culturali a livello mondiale, si tenne nel 1949 alla Galleria Borromini di Milano; qui fu acquistata un'opera del pittore sia dal direttore del Museum of Modern Art di New York, Alfred H. Barr Jr., per esporla nel proprio museo, sia dalla collezione Jucker di Milano. L'anno successivo, nel 1950, fu invitato dalla Biennale di Venezia ad esporre il trittico Isola di statue, il che gli fruttò una copertina sulla rivista americana Life. Nello stesso anno fu invitato dall'architetto Gio Ponti a realizzare una grande opera di 48×3 metri che sarà collocata nel salone di prima classe dell'Andrea Doria, il famoso ed elegante transatlantico sprofondato nel 1956 al largo di Nantucket, nel Massachusetts. La grande tela, dal titolo Le leggende d'Italia, rappresentava un'immaginaria città rinascimentale ricca di capolavori italiani del Quattrocento e Cinquecento. Già dal 1949 stava lavorando ad un ciclo di dieci grandi dipinti, commissionato dall'industriale Bruno Buitoni Sr, dal titolo Le avventure, le sventure e le glorie dell'antica Perugia, che terminò nel 1952; da queste opere si intuisce l'interesse di Fiume per la pittura rinascimentale, in particolare di Piero della Francesca e di Paolo Uccello. Nel 1953 gli furono commissionate dalle riviste newyorkesi Life e Time delle opere rappresentanti una storia immaginaria di Manhattan e della baia di New York, rielaborate dal pittore come isole di statue.


I viaggi attraverso il mondo (1962-1997)
Iniziò quindi per il pittore una fase di contatti, viaggi ed esposizioni per tutto il mondo. Tali viaggi ebbero per Fiume un'importanza notevole nella raccolta di impressioni, suoni, forme e colori di culture antiche e moderne, che accrebbero la sua personalità artistica fornendogli materiale per l'espandersi di un immaginario globale, ma sempre disciplinato dalla preponderante lezione della classicità mediterranea. Nel 1962 cento quadri di Fiume fecero un giro tra diversi musei della Germania, tra i quali quelli di Colonia e Ratisbona. Nel 1973 il pittore si recò nella valle di Babile, in Etiopia, insieme all'amico fotografo Walter Mori, dove dipinse con vernici marine anticorrosione un gruppo di rocce. Un modello di una sezione di queste rocce a grandezza naturale fu realizzato da Fiume per la grande antologica del 1974 al Palazzo Reale di Milano; tale modello ricopriva quasi interamente la grande sala delle Cariatidi. Alla stessa mostra fu presentata per la prima volta la Gioconda Africana, ora custodita nei Musei Vaticani. Nel 1975 il comune calabrese di Fiumefreddo Bruzio accettò la proposta di Salvatore Fiume di ridare smalto al centro storico con alcune sue opere gratuitamente. Il pittore dipinse, quindi, tra il 1975 ed il 1976, alcune pareti interne ed esterne dell'antico castello semidiroccato, e, nel 1977, la cupola della cappella di San Rocco. Negli anni novanta avrebbe collocato una scultura di bronzo in ognuna delle due piazze panoramiche di Fiumefreddo da cui si gode un ottimo panorama marino. Seguirono diverse mostre: nel 1985 quella a Castel Sant'Angelo a Roma; nel 1987 la mostra De Architectura Pingendi allo Sporting d'Hiver di Monte Carlo inaugurato dal principe Ranieri di Monaco; nel 1991 alla Mostra internazionale di architettura a Milano, al Palazzo delle Esposizioni; nel 1992 a Villa Medici, sede dell'Accademia di Francia a Roma. Nel 1993 Fiume visitò i luoghi in cui aveva vissuto Gauguin in Polinesia; donò anche un suo dipinto al Museo Gauguin di Tahiti in omaggio al grande maestro francese. Salvatore Fiume morì a Milano il 3 giugno 1997. Sue opere sono conservate in alcuni dei più importanti musei del mondo, tra i quali i Musei Vaticani, l'Ermitage di San Pietroburgo, il Museum of Modern Art di New York, il Museo Puškin di Mosca e la Galleria d'arte moderna di Milano.

Altro elemento che attesta la poliedricità e l'eclettismo di Salvatore Fiume sono le esperienze davvero varie che collezionò nella sua carriera di sensibile interprete del mondo che lo circondava. Come scenografo teatrale, dal 1950 al 1960, lo troviamo protagonista al Teatro alla Scala di Milano (scene e costumi per La vita breve di Manuel de Falla), al Covent Garden di Londra, al Teatro dell'opera di Roma ed al Teatro Massimo di Palermo. Come scrittore, oltre a Viva Gioconda! del 1943, pubblicò alcuni romanzi, molti racconti, commedie, una tragedia e due raccolte di poesie. In particolare il suo libro dal titolo Pagine libere, del 1994 (tre anni prima della morte), propone osservazioni molto personali sulla vita e sull'arte. La sua attività di narratore, poeta e drammaturgo gli valse, nel 1988, la laurea ad honorem in Lettere Moderne dell'università di Palermo.


Scultura
Come scultore Fiume debuttò nel 1994 con un'esposizione per la Galleria Artesanterasmo di Milano. In realtà i suoi approcci alla scultura in vimini, ceramica, bronzo, marmo, resina ed altri materiali risalivano agli anni quaranta ed è innegabile la forte interpretazione plastico-architettonica che ricorre anche nell'opera pittorica. Tuttavia, una serie di precedenti esperienze che videro la realizzazione di sculture in marmo su bozzetto di Fiume per mano di esecutori professionisti portò l'artista a desiderare di saltare la fase di mediazione degli artigiani per realizzare le proprie sculture personalmente dal bozzetto all'opera conclusiva. Così, all'età di 79 anni, Fiume realizzò personalmente sculture di notevoli dimensioni, come Le tre grazie, dal modello in plastilina alla forma definitiva in resina dipinta: impegno notevole che, a detta dei famigliari, contribuì anche a minare la salute dell'artista. La sua produzione comprende opere in pietra, bronzo, resina, legno e ceramica, alcune delle quali di grandi dimensioni, come la statua di bronzo al Parlamento Europeo di Strasburgo, i gruppi in pietra degli ospedali San Raffaele di Milano e di Roma e il gruppo bronzeo per la Fontana del Vino a Marsala. Una mostra all'aperto delle sue sculture fu ospitata nel 1995 dal Centro Allende della Spezia.