Alessandro Casetti - Bottega Gollini

Alessandro Casetti

Pittore, Cantante e Musicista, nasce a Bagno di Romagna in provincia di Forlì/Cesena nel 1981. Si diploma all’Istituto d’Arte di Sansepolcro e frequenta l’Accademia di Belle Arti di Firenze.

La sua attività espositiva inizia nel 2002 con la Galleria d'arte Mentana di Firenze e negli anni a seguire Casetti riesce a trasformare la passione per l’arte e la pittura in un vero e proprio mestiere.

Nel 2013 prende attivamente parte con il ruolo di vicepresidente e docente di pittura, disegno e nudo dal vero al progetto Arts factory: un’Accademia d’Arte e di sperimentazione a trecentosessanta gradi, situata in un suggestivo casolare nelle colline romagnole.
Nel 2015 è ospite a San Francisco, California, U.S.A. e a Government Camp, Oregon, U.S.A. per la realizzazione di due performance su ferro. Sempre nello stesso anno è ospite a Rio de Janeiro, Brasile in occasione di una residenza d’Artista.

Dal 2017 al 2019 è il direttore artistico del Palazzo del Capitano di Bagno di Romagna FC.
Attualmente collabora con Per Capita Art Gallery di Carpi, con la Galleria d’Arte NuovoSpazio di Piacenza, con la Galleria Arte Si di Modena, con la Galleria Artisti Oggi di Verona, con la Galleria Damasco di Cesena, con la Galleria Bottega Gollini di Imola, con la Galerie Amsterdam di Amsterdam, con Fine Art Crash di Monaco di Baviera, Germania, e con AHM Art Gallery di Taiwan.

TECNICA
"Per realizzare le mie opere utilizzato vernici industriali, prevalentemente smalti ad acqua e ad acquaragia che applico per gravità su tavola o su tela. L’iter creativo avviene in 2 fasi. La prima è quella delle “colate”:
Questa è la parte più bella del processo creativo ma anche la più complessa. Agisco mettendo il supporto orizzontale a terra. E’ un’azione primordiale ma anche strategica. Primordiale perché la gestualità di far cadere grosse quantità di colore per gravità verso terra è un’azione molto grezza e rapida, che compio prevalentemente assumendo un portamento ricurvo verso terra, o in ginocchio. E’ quasi un rituale per me, durante il quale mi estraneo dalla realtà e mi muovo nervosamente per lo studio come una scimmia dispettosa che in maniera convulsa si diverte a sporcare dei supporti candidi e puliti con grosse colate di colore.
Una volta che mi metto a fare questo tipo di lavoro lo faccio almeno su tre o quattro supporti assieme se sono grandi o su quindici o sedici se sono piccoli.
E’ anche un’azione strategica dicevo, perchè è fondamentale l’uso delle cromie, l’accostamento
dei colori, mi devo immaginare già dove ci sarà una parte scura ed una parte chiara, dove ci
saranno delle luci e dove delle ombre. Inoltre gli smalti essendo abbastanza liquidi tendono a
muoversi sul supporto cambiando forma continuamente per molto tempo, periodo in cui è
necessario che vada in studio più volte a vedere cosa succede, a volte intervengo con stracci
per togliere e tamponare, altre volte aggiungo colate, oppure metto spessori sotto il supporto
per far colare il colore più da una parte rispetto che dall’altra. Una colata di colore che
inizialmente magari è di 10 cm di diametro, potrebbe dopo 8 ore diventare di 20 o 25 cm e deformarsi completamente.
Dipende dal tipo di smalto che utilizzo, che si asciuga e si dilata di più o di meno rispetto ad un
altro, d’estate o di inverno poi i colori si asciugano e si muovono in maniera differente. Devo
accudirli e coccolarli come dei bambini. Sono sempre molto nervoso durante questa fase di
gestazione, perché il 75% della buona riuscita di un’opera dipende da come viene realizzato e
pilotato questo processo. Una volta che le colate si sono asciugate avviene la seconda fase, quella “pittorica”. A questo punto metto il supporto in orizzontale e in base alle forme che sono venute fuori vado ad intervenire là dove necessario per dare profondità e forma alle figure."

POETICA
"Quello che voglio rappresentare attraverso il mio lavoro è una sorta di mutazione genetica delle fisionomie umane, dell'ambiente circostante e del regno animale come conseguenza delle azioni dell’uomo. Una lenta decomposizione della figura umana e della materia che si stratifica con il passare del tempo.
Oggi gettiamo nella nostra mente un seme, un'idea, un pensiero che con cura alimentiamo e teniamo in vita sia inconsciamente che con le azioni concrete di tutti i giorni. Un seme che getta le proprie radici nel presente, nella consapevolezza e nel proposito, qualità necessarie per attivare il processo evolutivo che parte da noi stessi e prosegue con le generazioni future.
Le mie opere sono un elogio alla trasformazione, al cambiamento, al rinnovamento, all’onestà e al rispetto dei ritmi e delle leggi richieste della natura.“

Opere uniche di Alessandro Casetti